Regolamento

Il Comitato di training (CT) propone e segue i seguenti criteri per il regolamento da presentare al Ministero dell’Università per l’abilitazione all’insegnamento della psicoterapia.

CRITERI DI SELEZIONE

Vengono accolti nella Scuola coloro che facendo domanda di intraprendere il training psicoanalitico siano laureati in Psicologia o in Medicina e Chirurgia e siano iscritti all’Ordine degli Psicologi o a quello dei Medici (o che conseguano il titolo dell’esercizio professionale entro la prima sessione utile successivamente all’effettivo inizio dei corsi stessi) e che dimostrino uno specifico interesse per la pratica psicoanalitica. L’ammissione del Candidato avrà luogo a seguito di tre colloqui di selezione (di cui almeno uno con un componente del CT e gli altri due con colleghi nominati dal CT), e terrà conto del curriculum personale del candidato, delle sue esperienze pregresse di studio, di lavoro o di tirocinio e dei suoi interessi specifici. I tre incaricati della selezione condurranno i diversi colloqui separatamente e decideranno poi collegialmente.

AMMISSIONE DELLO STUDENTE

All’atto dell’ammissione ai corsi, il candidato dovrà iniziare una analisi personale, minimo a tre sedute, con uno psicoanalista riconosciuto dalla scuola.

Programma Formativo
Contenuti e metodi della Scuola

L’esperienza psicoanalitica richiesta durante il training:

1- Osservazione del neonato.

Allo studente viene richiesta l’osservazione di un neonato in relazione con la madre. In questo seminario si propone l’osservazione come aspetto importante del metodo psicoanalitico.

Il campo proposto come oggetto d’osservazione focalizza principalmente la relazione madre-bambino, la relazione della madre con se stessa, lo sviluppo del bambino all’interno della relazione con la propria fisicità e con la madre e l’autosservazione da parte dell’allievo.

L’osservazione della relazione primaria permette la focalizzazione dell’apparire delle prime manifestazioni dello sviluppo psichico del individuo in contatto con la esperienza corporea propria e con quella della madre.

L’autosservazione propone all’allievo la necessaria e continua discriminazione tra quello che effettivamente osserva e ciò che evoca in lui il contatto con gli aspetti del campo osservato.

Questo seminario si sviluppa durante il primo anno dove l’attenzione poggia fondamentalmente sul metodo d’osservazione psicoanalitica. Prosegue nel secondo anno spostando il vertice di osservazione soprattutto sullo sviluppo del bambino.

2- Primi incontri con il paziente.

Gli studenti dovranno, in assetto istituzionale, fare esperienza di primi colloqui, interviste e presentarli nei seminari clinici del corso. Dovranno altresì imparare a valutare la richiesta, a individuare i punti di urgenza del paziente e a collaborare con i colleghi nella costruzione di un progetto analitico.

3 – Casi psicoanalitici a una o due sedute settimanali.

Gli studenti dovranno lavorare con pazienti in setting di analisi psicoanlitico ad una o due sedute settimanali. Sono riconosciuti i casi clinici seguiti, in setting di cui sopra, durante il tirocinio nelle strutture pubbliche o private supervisionati da un didatta dell’Istituto. Sono altresì riconosciuti i casi clinici seguiti nelle supervisioni di gruppo organizzate dall’Istituto e nei servizi afferenti all’A.P.A. come ad esempio “ Il Centro D’Ascolto del Disagio Giovanile”.

4 – Casi psicoanalitici a tre o più sedute settimanali.

Gli studenti dovranno inoltre seguire casi in terapia psicoanalitica a tre o più sedute settimanali. Questi casi dovranno essere supervisionati individualmente da parte di un supervisore riconosciuto dalla Scuola.

5 – Lavoro di équipe.

Lo studente dovrà partecipare ad un gruppo interdisciplinare che comprenda uno psichiatra, un assistente sociale, educatori e membri di altre discipline che lavorino con il Servizio Sanitario Nazionale.

6 – Ricerca.

Viene incoraggiato il lavoro di ricerca. Nel corso del training gli studenti potranno diventare membri dei vari gruppi di ricerca, siano essi condotti da un docente, che gestiti autonomamente dagli studenti.
Aree di insegnamento
Le aree di insegnamento sono sei:

1 – Seminari teorici.

Comprende, nei quattro anni, seminari di psicologia generale, psicologia dello sviluppo, psicopatologia e diagnostica clinica, con uno sguardo panoramico sui principali indirizzi psicoterapeutici, fondamenti di psichiatria, seminari di metodologia ed epistemologia e seminari di cultura generale circa le discipline che si sono occupate del pensiero dell’uomo (filosofia, storia delle religioni, estetica). Questi seminari più generali verranno affiancati da seminari più specifici che tengono conto dell’indirizzo psicoanalitico della Scuola e approfondiscono le questioni del pensiero psicoanalitico, con particolare interesse per la relazione tra esperienza corporea (sensazioni, emozioni, etc.) e attività psichica. Questi seminari sono concepiti in relazione con quelli più generali, in modo di poter attuare un costante confronto tra modelli diversi. Per ogni anno sono previste 60 ore di seminari teorici.

2- Seminari di osservazione del neonato: Modalità di sviluppo del corso

Ogni allievo dopo un seminario teorico di orientamento sul percorso da svolgere dovrà osservare la situazione prima descritta. Gli incontri saranno con cadenza quindicinnale all’interno della residenza della famiglia. La durata della esperienza è di 14 mesi. E’ previsto l’inizio nell’ultimo mese di gravidanza fino al primo anno di età del bambino. L’allievo dovrà redigere una relazione dopo ogni osservazione che si discuterà nel seminario con tutto il gruppo con la supervisione del docente. Nei seminari verranno integrati diversi modelli teorici proposti riguardanti sia il metodo che lo sviluppo psichico dell’ individuo.

3- Seminari clinici generali.

Comprende cinque seminari clinici per trimestre della durata di 9 ore ciascuno con tutti gli studenti iscritti nello stesso anno che si svolgono sotto la supervisione dei Docenti della Scuola. Ogni studente dovrà presentare due volte al trimestre il proprio materiale clinico. Il seminario occuperà un totale di 135 ore all’anno. Il primo anno eccezionalmente 30 ore di questo seminario saranno dedicate alla discussione delle osservazioni dei neonati, anche in attesa che gli studenti comincino ad avere del proprio materiale clinico da presentare. La caratteristica di questi seminari sarà anche quella di confrontare le proprie esperienze cliniche e osservative con le teorie che si vengono a conoscere.

4- Seminari clinici ristretti.

Durante il periodo di formazione ogni studente farà parte di un piccolo gruppo formato da cinque – sei studenti e da un supervisore, che si incontrano per discutere del lavoro in corso. Quando gli studenti cominciano il lavoro psicoanalitico e si assumono incarichi clinici, le supervisioni di gruppo verranno usate per l’impostazione dell’analisi e la discussione dei nuovi problemi incontrati. Più tardi i gruppi offriranno un forum di discussione per il lavoro psicoanalitico in corso e i membri verranno a conoscenza gli uni dei casi degli altri e degli stili individuali di lavoro. Sono previsti cinque incontri di quattro ore l’uno per trimestre nei primi tre anni, totale 60 ore.

5- Supervisione individuale.

Le richieste di supervisione di casi clinici da parte degli studenti possono essere formulate a partire dal II anno del corso di formazione. Allo studente si richiede di scegliere i propri casi di supervisione cercando di introdurre varietà nelle disarmonie psichiche, nell’età e nel sesso dei propri analizzandi. La supervisione individuale settimanale viene fatta per almeno tre casi clinici con un supervisore diverso per ogni caso. Lungo l’intero arco formativo l’allievo deve sottoporre a supervisione casi clinici a uno o due sedute settimanali per un minimo di 80 ore e casi clinici a tre sedute settimanali per un minimo di 120 ore. Per le complessive minimo 200 ore di Supervisione individuale lo studente è tenuto a svolgerle con almeno tre diversi supervisori.

6- Tirocinio nelle strutture pubbliche.

Si svolge nell’ambito delle convenzioni, attivate dalla scuola, con strutture pubbliche o private, riconosciute nell’ambito della salute mentale. Il tirocinio comprende esperienze di diagnostica clinica e di interventi in situazioni di emergenza attraverso la partecipazione al lavoro multidisciplinare degli operatori delle strutture suddette. In alternanza a questi incontri di èquipe nell’ambito dei servizi, il tirocinio comprende dei workshop che vengono attivati per discutere degli argomenti specifici che sono diventati il punto focale del lavoro clinico. Il tirocinio ammonta ad un minimo di 200 ore annue per ognuno dei quattro anni per ciascun studente del corso.